mercoledì 14 aprile 2010

Tra le faggete del Parco d'Abruzzo


19 -20 marzo. Era un pò di tempo che non andavo al Parco d'Abruzzo (o meglio al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise). Sono fuggito da Roma per sfruttare 2 giorni di bel tempo previsto.
Avrei voluto vedere i camosci ma a causa della neve e del torpore post invernale non sono arrivato in cima. Ma il parco riserva sempre paesaggi appaganti e incontri inaspettati. Mentre dipingevo nella faggeta è comparso un capriolo a pochi metri da me. Ha continuato circospetto per la sua strada senza accorgersi minimamente della mia presenza. La sensazione di essere parte dell'ambiente è così rara che è bellissimo tornare a provarla.
E fa sempre un certo effetto scorgere le impronte dell'orso fresche sul sentiero. Sono lì a ricordarti che il parco è ben frequentato che io sono ospite, per questi due giorni, del suo mondo.

Una cosa da fare: salire da soli verso il Monte Amaro con il fantastico panorama della Val Fondillo sottostante e della Camosciara innevata difronte ascoltando la colonna sonora del film "Into the wild" di Eddie Vedder.

3 commenti:

  1. ma quanto te la comandi con le faggete????
    Ciao ciao,
    Alebelo

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  2. Ciao Ale,
    che vuoi farci è il richiamo della faggeta a cui non so resistere!

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  3. quelle faggete sono un posto magico, davvero. e poi con "quella" colonna sonora !!!
    Complimenti per tutti i bellissimi disegni che ci sono in questo blog. mi sono perso in giro tra animali, piante e fiori ... che bello !!!

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